..."Questo libro e' lo specchio del mio essere e non soltanto un raccoglitore di immagini e parole, una persona fortunata che per piu' di vent'anni si e' cibato di immagini vive nei boschi e scritte nei libri di altri: una raccolta disegnata con alberi scelti nel loro abito autunnale o invernale, perche piu' rivelatori della loro essenza strutturale dinamica, nonostante il loro involucro statico, nella loro nudità senza foglie così che i loro rami possano essere ammirati nella loro eleganza di curve, o affilata tensione di angoli, e da me ritratti.
E' una raccolta scritta con frammenti di pensieri di autori famosi e non, in difesa di loro soltanto, gli alberi.
Disegnare gli alberi mi ha condotto alla verticalità: con gli occhi ho seguito le rughe di vita del tronco fino al cielo, poi con la matita ho raccontato questo ponte tra terra e infinito, e ogni albero solitario si è offerto al mio salire.
Un camminare con lo spirito non più in senso orizzontale, non più soltanto per raccogliere i frutti della loro generosità, castagne come noci, ma verticale, obbligato così a vedere la crescita paziente e faticosa, simile a quella umana, dove il protendere i rami come le braccia al sole rispecchia il più antico modo per nutrirsi di vita.
Vedere il volto di questi meravigliosi soggetti immutato da millenni è disegnare, un atto della mente; accarezzare un tronco un impulso del cuore. Fare le due cose insieme un inizio di conoscenza, una esigenza "contemplativa" per imparare ad amare la natura e la bellezza, non l'unica, ma la mia.
Questa forma di apprendimento spirituale dell'uomo dall'albero è antica, un desiderio di evasione verso il cielo, una sua nostalgia innata..."
"Gli alberi crescono e si modellano cercando la luce, parlano di elevazione, e noi non vorremmo tendere a fare altrettanto?
Ma dobbiamo imparare ad attendere ed ascoltare, e quali maestri migliori troviamo in un bosco! E' con la curiosità e l'umiltà che dovremmo porci davanti ad essi, perche' anche se tutti conoscono la funzione vitale, indispensabile, che hanno le piante per la nostra respirazione, e tutti sanno perche noi respiriamo, forse bisognerebbe conoscere un nuovo modo per respirare, e non solo perche' esistiamo, ma perche' noi esseri umani inspiriamo anche con lo spirito, la mente ed il cuore, oltre i nostri polmoni, il corpo.
E l'albero, un bosco, appaga .tutti questi bisogni, perche senza bellezza, forse non meriterebbe alzarsi al mattino. Passeggiare immergendoci nel mondo silvestre, ci unisce alla danza cosmica di nascita, crescita, e morte della vita. Questo sentimento di unità con la natura, con la terra, questa idea di comunanza e unità degli esseri, il dialogo con quest'amica d'infanzia dell'uomo, potrebbe colmare il vuoto di estraneità che oggi noi tutti viviamo. Occorre recuperare un rapporto spirituale, una forma di alleanza sacra, un linguaggio remoto, certamente utopico, fatto di immagini ed emozioni, in cui le parole "separazione" e "distruzione" non hanno più radici, perche' la razionalità non appartiene all'amore.
Sì perche' per non distruggere è essenziale saper amare, e quest'arte si impara con la pazienza, con la calma e nel silenzio, come osservando un albero che negli anni cresce e si sviluppa in forza e bellezza.
" Ascoltare la foresta che germoglia piuttosto che l'albero che cade", queste belle parole di Hegel parlano di conoscenza intuitiva del cosmo, di mistero, di quel fremito inudibile di crescita che è cospirazione d'amore, silenzioso, di cui nessuno parlerà mai nella nostra società dell'immagine e della rappresentazione di tutto ciò che è esteriore e frivolo.
Un tempo gli uomini scrivevano poesie sugli alberi e le foreste, la bellezza della terra veniva ritratta da pittori viaggiatori e grandi camminatori, in quadri che parlavano di neve, acqua, nuvole e popolazioni sterminate di faggi o querce.
Oggi la natura è vecchia e malata. Nei giornali si legge che sta deperendo, che è stata tradita, che ha abbandonato le grandi città, e che è stata vessata da burocrati, schiacciata dagli industriali ingordi e violentata dagli agricoltori sempre più impotenti per le conseguenze imprevedibili dell'effetto serra.
L'albero della conoscenza del bene e del male è ormai solo un nudo ramo; e l'uomo vi è seduto
sopra e lo sta segando!..."
"...Pranzare ogni giorno con cibo di speranza, preparato da tanti uomini e donne del pianeta che si sentono parte della natura, e non superiori ad essa. Come le donne indiane del "Chipko Movement" che abbracciano gli alberi per salvarli dalle motoseghe; o la tribù dei Bishnoi, sempre dell'India, un popolo di sei milioni di "guardiani della terra" che danno la vita per salvare la loro terra, abbracciati anche loro alle piante.
Oppure la bella storia di Julia Hill, detta "farfalla", che per difendere centinaia di sequoie mil- lenarie della California settentrionale, ha scelto di vivere su una di esse, chiamata "luna", a novanta metri da terra, senza scendere per più di un anno, e vincendo così la battaglia contro i taglialegna.
Leggendo sempre di inquinamento irreversibile, pensare alla rinascita della foresta nera in Germania, minacciata dalle pioggie acide negli anni Ottanta, con il cinquanta percento degli alberi avvelenati, e salvata da una politica intelligente e impegnata a ridurre di un terzo le emissioni inqui- nanti, dalle automobili agli scarichi industriali..."
 "...E ancora, apprendere notizie incoraggianti sul rallentamento della deforestazione: nel mondo, negli ultimi quindici anni, le aree boschive sono cresciute in ventidue dei cinquanta paesi con grandi foreste; e in Italia, pochi sanno che negli ultimi vent'anni, la superficie boschiva è aumentata del ventuno percento, con inoltre iniziative ammirevoli, come a Roma, dove il sindaco si è impegnato a far piantare cinquecentomila nuovi alberi in cinque anni. .
Non è forse arrivato il momento di non cercare più, ma bensì di trovare con urgenza e responsabilità, senza psicosi da fine del mondo o fanatismo da ecofobia, qualcosa che non sia sporcato dal mondo, e viverlo?
Giocare sull'altalena di parole, terra, radici e piantagioni di giovani alberi; parole di acqua, sole e semina di speranza di spazi illimitati, reinventati, dove i bambini possano toccare e abbracciare gli alberi, e giocare a piedi nudi su prati di erba coperta di rugiada.
Il poeta americano W. Whitman scrisse: "Che cos'è l'erba? Mi chiese un bambino, portandomene a piene mani. Come potevo rispondergli? Non so meglio di lui che cosa sia"
"...L'uomo è come un albero, sente, registra e trasforma le stagioni dell'anima o quelle del cielo in segni incisi, nel proprio cuore di carne o legno, sulla propria pelle che crea smorfie di gioia o dolore, e sulla corteccia elastica con linfa che sale o spaccata dal gelo invernale. Segni incisi, appunto, mie tracce su fogli di cellulosa della mia mano guidata da ciò che vedo e sento nell'albero, linee verticali per rispettare la sua paziente crescita, linee circolari e incrociate per rappresentare il tormentato movimento vitale che scorre dalla radice al frutto.
Questo mio lavoro parla di ammirazione per gli alberi, di stupore più che di risposte, perche chi potrà mai rispondere alla domanda: "Come è possibile che una ghianda diventi quercia?".
Forse soltanto accettando il mistero, perdendosi in un bosco senza sentiero per ritrovarsi bambipo, giocando insieme alle foglie cadute, si potrà ricoprire tutti i rumori del mondo, ancora sperare.
Solo Dio può generare la vita. All'uomo la responsabilità di difenderla o distruggerla.
Desidero concludere con una fiaba africana, ricca di saggezza e speranza:
"Si narra che un giorno scoppiò nella foresta un incendio devastante e tutti gli animali scapparono . A un tratto il leone, re della foresta, vide che volava un piccolo colibrì proprio in direzione dell'incendio. Allora, preoccupato, tentò di fermare l'uccellino per fargli cambiare direzione, ma il colibrì rispose che stava andando a spegnere l'incendio. Il leone, meravigliato, replicò che era impossibile spegnere l'incendio con la goccia d'acqua che portava nel becco. Allora il colibrì, sempre più deciso, parafrasò al re della foresta: "io faccio la mia parte, e questo crea la differenza"
Marcus Parisini
(Tratto da: "La danza degli alberi", Marcus Parisini, Edizioni Biblioteca dell'Immagine - Pordenone)
Pagine: 182 Formato: 12x20.5 Prezzo: 13.50 Euro Cod. ISBN: ISBN 978-88-89199-66-4
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