..."Perche un libro sul lupo ?
Parte della risposta è contenuta nel titolo, usando due aggettivi "caro"
e "vecchio".
Il primo rispecchia il sentimento di entusiasmo e affetto di migliaia di
persone nel mondo, le quali hanno determinato un "miracoloso" cambiamento di mentalità, tutto in questi ultimi decenni, dopo millenni di,
odio isterico e leggendarie fantasie popolari.
Il secondo per la perseveranza dimostrata in 200.000 anni di esistenza,
e in particolar modo per essere sopravvissuto allo sconvolgimento del
suo universo in questi due ultimi secoli, dove il suo antico rivale, l' es-
sere umano, è riuscito da solo a provocare l'estinzione di migliaia di
specie viventi e a distruggere milioni di ettari di foreste.
Il filosofo Jeffers afferma che: "L'uomo non è lupus: è peggiore dei
lupi, è il peggiore di tutti gli animali, perche è l'unico in grado di met-
tere in pericolo la stessa esistenza del pianeta".
I lupi esistono da migliaia di anni, e in questo lunghissimo spazio di
tempo si sono modificati poco o niente, semplicemente perche agiscono
così perfettamente nel loro ambiente di vita che non hanno bisogno di
nessuna mutazione."
..."In Europa da quando nacque l' agricoltura il lupo divenne da "divinità"
a "demonio".
Uno dei motivi principali che si trovano alla fonte della furiosa rivalità
dell 'uomo con il lupo è di origine economica: esso attacca il bestiame,
principale riserva di nutrimento per gli umani, e rappresenta un forte
concorrente per la caccia di prede selvatiche destinate alloro piacere.
Questo rapporto di paura e squilibrato furore nei confronti del "nemico"
lupo resiste ancora oggi nella mentalità degli allevatori "e dei cacciatori.
E forse soltanto in questi anni possiamo comprendere nella sua totalità questo
pensiero "Non esistono i lupi, esiste solo l'idea che abbiamo dei lupi".
L'uomo è indubbiamente un essere particolare, e come scrisse K. Lorenz: "Sostenere
che gli uomini sono 'soltanto' mammiferi imparentati coi primati, è una bestemmia. Gli
uomini sono esseri unici, esseri diversi dai mammiferi, più intelligenti, in poche parole:
esseri umani".
Ma, a questo punto, nasce un rischio assai comune: quello di umanizzare la natura."
La distinzione tra bene e male è una caratteristica solo umana. La natura
non fa distinzione, non finge e non giudica. Che cosa accadrebbe se un
animale giudicasse? Se, ad esempio, dei cuccioli di lupo, giudicassero
l'uomo. Cacciatore che uccide i loro genitori per sport o per la pelliccia?
Non vedrebbero l' ora di crescere per vendicarsi. Ma il lupo è circondato
dall' armonia del suo ambiente, da leggi ben precise dove la condanna e il
giudizio non esistono!"
..."Queste informazioni, pur essendo recenti, non basteranno a sradicare tutti i pregiudizi sul
lupo come animale solitario, malvagio, feroce e assassino. Men che
meno offendendo l' orgoglio umano affermando che la paternità del
pinguino reale, del castoro o del lupo è di gran lunga più coinvolgente
e serena della nostra. Ma allora come stimolare il dibattito, al fine di
ridare dignità a questo stupendo animale, processato e condannato
come "lupo cattivo"? Forse, oltre che a dare risposte scientificamente
esatte, bisognerebbe formulare domande con meno rispannio emotivo.
Una di queste è formulata dallo scrittore Coetzee: «. ..siamo sicuri di
comprendere l'universo meglio degli animali?».
..."Eccessi o meno, il punto non è se l'uomo è più importante dell'animale o viceversa, ma se in futuro l' essere umano avrà la capacità di
simpatizzare con tutte le creature del creato oppure no. Se si sceglie la
prima ipotesi, oltre all'etica, sarà utile diventare più ricettivi alla per-
cezione del bello. Il senso estetico appartiene a tutti, anche all'uomo
immerso nella metropoli, perche un giorno passato senza la visione o
il suono della bellezza, la contemplazione del mistero, o la ricerca della
verità e della perfezione è un ben povero giorno. Se l'essere umano
crede nelle parole di Fromm, e cioè che «Il compito dell'uomo è dare
alla luce se stesso», potrà vivere attimi di dubbio sul come riuscirci, ma
non sul fatto che questo mondo sia privo di meraviglie.
Il mio come risiede nel disegnare.
Preparare questo libro sul lupo mi ha dato la possibilità di sfiorare la
mia animalità. Privilegiare il ritratto, lo sguardo e quindi tentare di far
parlare gli occhi del lupo, utilizzando soltanto una matita o una penna,
è stato come aprire una crepa nella "superficie interiore" e poter dialogare con l'anima dell' animale.
Sorretto dalle parole di Platone: «Se uno, con la parte migliore del proprio occhio (la pupilla), fissa la parte
migliore dell'occhio dell'altro, vede se stesso», ho percorso un cammino ideale comune al pittore cinese,
il quale dipingendo un cavallo o un albero, diventava il soggetto stesso. Con questo non voglio dire che
mi sono trasformato in un lupo, ma ho vissuto la sensazione breve ma
stimolante, nel quale il vetro infrangibile eretto dalla nostra mente
viene frantumato, scompare la separazione con l' animale disegnato, e
non esiste più distanza tra me stesso e la realtà naturale.
Disegnare è proprio questo: un lento processo per catturare l'innocenza perduta, una possibilità di ritornare nudo e primitivo all'alba della
civiltà, dove tutto era mistero, e dove lo sguardo dell'animale era
colmo di paura e curiosità quanto quello dell'uomo."
Marcus Parisini
(Tratto da: "Il mio caro vecchio lupo", Marcus Parisini, Edizioni Biblioteca dell'Immagine - Pordenone)
Pagine: 100 Formato: 30x21 Prezzo: 27.00 Euro Cod. ISBN: ISBN 88-87881-89-8 Cod. EAN: EAN 9 788887 881899
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