..."Lupi che scivolano sulla neve, linci che sbucano
tra gli alberi, aquile che si librano. ..
il mondo naturale di Marcus Parisini è quello che
è possibile osservare sui nostri monti.
I disegni di questo poco più che trentenne autore,
rivelano una notevole conoscenza etologica delle specie
che ritrae. Ma ciò che colpisce particolarmente
in Marcus è il segno. Soprattutto in una delle tecniche
che utilizza di più: una trama fitta a penna a sfera.
Segni impalpabili che prendono corpo, spessore,
consistenza, passando e ripassando sul segno minuto con
cui compone il quadro d'insieme. Con pazienza e senza
fretta come, con pazienza e senza fretta, lavora la natura:
la goccia d'acqua modella la roccia, il rivolo scava
il terreno, il vento sbriciola il granito. Forse per questo
è bello guardare i suoi disegni nell'insieme ma anche
avvicinandosi alla minima distanza focale, per leggere
ed apprezzare, perdendosi nel dettaglio, la trama
minutissima dei segni che li compongono.
I disegnatori e pittori naturalisti devono essere dotati
di profondo possesso della tecnica e grande conoscenza
della specie e dell' ambiente. Ma Parisini ha un di più:
"tira fuori" l'anima delle specie che ritrae. Un dono che è
frutto di una ricerca tecnica, ed interiore ad un tempo,
e che accomuna i grandi del passato con i pittori
contemporanei.
Passando attraverso generazioni di pittori ed illustratori
che negli atelier dei musei di scienze naturali, sulle
spiagge polinesiane, nelle foreste africane, dipinsero,
riprodussero, documentarono i mondi nuovi che si
aprivano davanti ai loro occhi. Cercavano di trasmettere
un' immagine ma anche un mondo, un' essenza, una realtà
che sovente, erano tra i primi a vedere. Qualcuno di loro
si è dedicato a rendere nell'estremo dettaglio l'immagine
esteriore. Altri, e Parisini è tra questi, alla precisione
ritrattistica accompagnano una ricerca di veder oltre,
cercando l'anima, o l'intelligenza dovremmo dire, dei
suoi soggetti.
Per questo un talento come quello di cui dispone Marcus
diventa arte: per come immobilizza un movimento così
lieve che è dell'anima, o dell'istinto, prima che del
corpo.
Un movimento che inizia dagli occhi e dallo sguardo.
Così come credo inizi i suoi disegni: dagli occhi per poi
costruirci intorno i muscoli, il pelo, il corpo.
Non a caso ama ripetere nei suoi "portfolio" o nei
cataloghi delle sue mostre: nello sguardo di una bèstia
muta sono parole che l'anima del saggio comprende.
Il disegno ed il segno di Parisini sono intrisi di questa
ricerca: l'altro, la sua istintività, la sua "naturalità",
od in altre parole, la sua "anima", o se si vuole, la
libertà, l'indipendenza, l'istintività, il suo essere dentro
la natura, anzi "la natura". La ricerca per capire, od
anche soltanto "intuire", un linguaggio che è altro da noi
e dal nostro modo di guardare e di essere nella natura.
Una ricerca di comunicazione tra noi e gli animali
attraverso l'indefinibile percezione di un codice comune
che viaggia sull'incrociarsi di sguardi.
Guardando i disegni di Marcus trovo risposta alla
domanda di Gary Lawless in First Light of Land, che
sovente mi torna in mente: "quando gli animali
verranno da noi, chiedendo il nostro aiuto, capiremo
ciò che ci stanno dicendo?". Se sapremo guardarli negli
occhi, e con gli occhi di Parisini, forse sì."
Gianni Boscolo
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