..."E' successo alla maggior parte di noi durante una scarpinata in alta
montagna, di scorgere una marmotta che ci avvisa della sua presenza col tipico
fischio di pericolo.
Oppure, di seguire con lo sguardo il volo di un rapace: un'aquila reale,
una poiana o un gipeto. Scorgere, intravedere seguire con lo sguardo sono in genere
gli approcci dell'uomo nei confronti del mondo animale. Solo i documentari televisivi
ci permettono di approfondire le abitudini degli esseri che ci circondano; talvolta,
fortunosamente, la nostra aberrante alienazione viene "disturbata" da qualche articolo sulle
proteste degli animalisti, ricordandoci l'esistenza di altri animali oltre a quelli domestici
o quelli d'allevamento, entrambi, troppo spesso, per uso e consumo personali!
Conoscere attentamente la loro vita, i loro movimenti e, tacitamente ritrarli senza mai cadere
nel rischi di umanizzarli, anzi, cercando di cogliere la luce di uno sguardo - dolce e severo
al tempo stesso - e, al contempo, fermare con la matite o con la penna a sfera il frullio d'ali
della loro anima, non è cosa da tutti. Il ritratto animale e, più ancora il disegno descrittivo,
sono stati cosiderati per lungo tempo didascalici e illustrativi, quasi che il soggetto di "serie b"
ne inficiasse qualsiasi considerazione artistica.
Si può dire altresì, che la storia dell'arte incominci con l'uomo stesso o meglio con quella specie
di uomo al quale anche noi apparteniamo: l'Homo sapiens sapiens comparso sulla terra circa 40.000 anni
fa e a cui si deve la paternità dei graffiti rupestri che ritraggono animali quali simboli
magico-propiziatori. Il disegno inoltre, se si ripercorrono le varie evoluzioni
della storia dell'arte, soprattutto le avanguardi storiche del secolo scorso, aasume un ruolo di
prim'ordine alla base di qualsiasi creazione artistica, vuoi anche solo per imbrigliare le prime
vaghezze dell'ispirazione.
Marcus Parisini ha fatto del disegno la sua unica dorma espressiva e dall'attenza ossevazione
degli animali il suo oggetto principe. L'amore per loro traspare dalle opere stesse: l'artista
non violenta il soggetto trasportandovi qualcosa di personale, anzi, lo fa emergere in tutta la
bellezza dell'anatomia attentamente indagata, del piumaggio o del pelo rendendo intellegibili le
movenze e l'istinto dell'animale spesso ritratto nel suo habitat naturale.
Non si tratta, nel caso di Parisini di abilità accademica, o di nutrire conoscenze etologiche,
bensì del risultato di un lungo, paziente e sentito relazionarsi col soggetto di cui magicamente,
attraverso un'attenta gabbia di segni precisi e sottili, ne cattura l'essenza, la natura, l'anima.
Occhi liquidi, vivi, realistici ci guardano, attraverso le trasposizioni artistiche di Marcus Parisini,
tanto veri da mettere il fruitore a disagio poichè non si è fermato, non ha trovato il tempo di
osservare, di vedere, di capire. L'anima, come sosteneva Marsiglio Ficino nella sua Tautologia
Platonica "si può chiamare il centro della natura, l'intermediaria di tutte le cose, la catena del mondo,
il volto del tutto e il nodo del mondo" ed è innegabile che il nostro artista abbia ideato il modo
sottile e sensibile di ricordarcelo."
Carla Bertone (storico dell'arte)
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